Sun Flower Moon al Teatro Alfieri di Torino

Al Teatro Alfieri di Torino sarà in scena dal 15 marzo fino al 2 aprile il nuovo spettacolo SUN FLOWER MOON della straordinaria compagnia MOMIX, creata dall’eclettico Moses Pendleton. Sun Flower Moon è l’ultima creazione di Pendleton, ad accompagnare il titolo vi è questa definizione « SEA OF TRANQUILITY – BAY OF SEETHING ». Non si può prevedere cosa avverrà in sala una volta alzato il sipario; certo si può immaginare, aiutati dalle precedenti esperienze teatrali di questi « funamboli » del teatro. I ballerini perdono la loro consueta fisicità per assumerne una nuova dai confini confusi e aerei. E’ attraverso un repertorio di magie e di astuzie visuali che Moses Pendleton marcia impavido verso il diverso, l’altro, l’oltre: il super-umano, il sub-umano, il mondo animale, il vegetale, la natura desertica, il paesaggio cosmico. Nel 2005 la compagnia ha compiuto 25 anni di attività, ma non li dimostra affatto e, anzi, sorprende ogni volta per l’effervescenza delle performance proposte. Nel titolo è gia racchiusa la summa dello spettacolo; il sole (SUN), i fiori (FLOWER) e la luna (MOON) rimandano ciascuno a un elemento dello spettacolo. A partire da questi, Pendleton crea ancora una volta spettacolari giochi di luce e dinamiche fantasmagoriche, facendo apparire corpi che volano, nuotano, si scompongono e si ricompongono, parti di un universo misterioso in cui gli elementi della natura fluttuano l’uno nell’altro. Il balletto suggerisce l’idea di uno spazio « altro », di una gravità diversa da quella terrestre. Il senso di un mondo lontano, popolato da esseri immaginari che si avventurano in luoghi inesplorati. In Sun Flower Moon Pendleton si serve della tecnica del « teatro nero », con immagini in movimento repentino e rotazioni ipnotiche, come in un caleidoscopio. I danzatori sono invisibili, quasi immateriali, la loro identità resta celata sotto l’efficacia delle immagini. Complice l’illusione ottica della luminotecnica e delle immagini video. Ma cos’è, chi è MOMIX? I MOMIX è una compagnia di ballerini-illusionisti, diretta dall »americano Moses Pendleton. La compagnia prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980. Nel corso di questi anni, la formazione e le dimensioni hanno subito diversi mutamenti ma l »impegno di sviluppare l »arte della danza e di divertire il pubblico, è rimasto immutato. Nel 1992, MOMIX presenta PASSION che diventa in breve tempo un successo mondiale. Si tratta di uno spettacolo ballato sulla colonna sonora, composta da Peter Gabriel. Lo stesso anno la celebre squadra di Baseball « San Francisco Giants » affida a MOMIX la realizzazione di una coreografia per un »inaugurazione. Darà nascita al nuovo spettacolo chiamato, appunto, BASEBALL (1994). Nel 1996 debutta a Milano lo spettacolo SUPERMOMIX. Per la fine del millennio, SUPERMOMIX e PASSION (chiamato « PASSION 2000 ») vengono rinnovati. La compagnia ha spesso realizzato progetti speciali e televisivi. In Italia, è apparsa in produzioni RAI trasmesse in mondovisione. Ha inoltre partecipato al programma « Omaggio a Picasso » a Parigi ed è stata scelta per rappresentare gli USA al Centro Culturale Europeo di Delfi. Nel febbraio 2001 presentano la prima mondiale del nuovo spettacolo OPUS CACTUS al Joyce Theatre di New York, subito osannato dalla critica mondiale. Le musiche sono un collage accurato fra musiche di Buddha Experience, Brian Eno, Waveform e Hans Zimmer, il disegno delle luci è a cura di Joshua Starbuck e Moses Pendleton, i costumi di Phoebe Katzin, Moses Pendleton, Cynthia Quinn e la video proiezione è seguita da Moses Pendleton e il disegno del pupazzo è a cura di Michael Curry. Lo spettacolo è un invito alla fuga dal mondo reale e un tuffo nella magia del mistero. Siamo pronti a farci coinvolgere dai travolgenti MOMIX?

La nostra opinione
Al teatro Alfieri a Torino va in scena in questi giorni (fino al 2 aprile) l’ultima creazione di Moses Pendleton: Sun Flower Moon interpretato in maniera coinvolgente da Heather Magee, Cassandra Taylor, Jamie Hall, Simona Di Tucci, Jamie Verazin, Donatello Iacobellis, Ari Loeb, Antony Heinl, Christopher Patterson, Jochua Christopher e Roberto Oliera. Uno spettacolo riuscitissimo, dimostrato anche dall’ovazione del pubblico che ha accompagnato la chiusura del sipario e le uscite dei ballerini dopo ogni esibizione. Dopo pochi minuti dall »inizio sembra già essere rituffati in un’altra dimensione e non solo per le immagini di grande effetto proiettate sullo sfondo; i ballerini- illusionisti iniziano a muoversi, a roteare, a danzare e noi del pubblico abbiamo perso irrimediabilmente ogni nostra usuale coordinata spazio – temporale. Anche la musica gioca un ruolo determinante, non svolge soltanto una funzione di accompagnamento; si fonde invece con i movimenti dei ballerini e con le immagini. Lo spettacolo è suddiviso in tre momenti, peraltro già evocati nel titolo, SUN, FLOWER, MOON. A indicare via via la successione dei « movimenti » vi sono da una parte i costumi dei ballerini e dall’altra le immagini. Di grande effetto sono i giochi speculari e di simmetria dei danzatori, associati a immagini e musiche ipnotiche, soprattutto nei momenti lunari dello spettacolo. Si è ricorsi alla tecnica del « teatro nero », con immagini in movimento repentino e rotazioni ipnotiche, come in un caleidoscopio. I danzatori sono invisibili, quasi immateriali, la loro identità resta celata sotto l’efficacia delle immagini; si è rapiti dai loro volteggi, dall’interpretazione geometrica dei movimenti del corpo umano. Tra i momenti più emozionanti segnaliamo: quello che può essere immaginato come l’origine della vita, interpretato da due ballerini, non più celati in viso da costumi e maschere e accompagnati da immagini intense di un fuoco crepitante, di tizzoni ardenti, che lentamente si consumano; nella terza parte, quella dedicata ai fiori, il momento che rievoca la vita degli insetti e della « catena alimentare » in cui un ragno si nutre degli insetti. Sublime la conclusione dello spettacolo in cui i ballerini formano un fiore, che poi si tramuta in immagine proiettata sul sipario chiuso e che accompagna l’uscita degli spettatori dal teatro. Meritati i lunghi applausi ai ballerini, che hanno salutato il pubblico svelando un po’ le loro « tecniche ». Per questo ci appaiono ancora più simpatici e li abbiamo guardati con ammirazione mentre fluttuavano sulle assi polverose del palcoscenico. Mentre si usciva dalla sala passando davanti la biglietteria ci si è chiesti quante repliche fossero ancora previste e se ci fossero stati ancora biglietti… meditando un ritorno, occasione per lasciare nuovamente, anche solo per un’ora e mezza, la nostra dimensione abituale.

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