New York City Ballet

Quale potrebbe essere ancora oggi l’attualità della danza classica ? E in che modo potrebbe attirare e suscitare delle emozioni nello spettatore ?

A questi interrogativi avevano cercato di rispondere Kirstein, fondatore del New York City Ballet e George Balanchine, suo primo importante coreografo.

Infatti dal 1933 dopo aver lasciato la Russia, suo paese originario (il vero cognome di Balanchine era Balanchivadze) e dopo una breve parentesi con i Ballets Russes di Diaghilev, Balanchine diviene il maître de ballet del New York City Ballet permettendo cosí a Kirstein di realizzare il suo progetto ambizioso : creare una compagnia che fosse erede e salvaguardasse il valore e i canoni estetici della danza classica.

Oggi la compagnia é composta da circa 90 danzatori, ha in repertorio più di 150 coreografie firmate Balanchine, Robbins, Wheeldom et Martins che attualmente dirige la compagnia.

La presenza per circa un mese all’Opéra di Parigi di questa compagnia rappresenta la realizzazione di un progetto al quale Gérard Mortier, direttore dell’Opéra e Brigitte Lefevre, direttrice della danza avevano già cominciato a lavorare da circa tre anni (ricordiamo che la compagnia mancava da Parigi addirittura dal 1965).

Il New York City Ballet succede come compagnia ospite nella capitale parigina al Bolscioi che nel gennaio scorso aveva esaltato il pubblico dell’Opéra con la sua tecnica impeccabile, la sua vivacità e la sua maturità artistica.

Non si possono fare paragoni, é chiaro. La compagnia statunitense sviluppa il suo lavoro su ben altri canoni, sebbene protagonista assoluta é sempre la danza classica con le sue regole e i suoi canoni che si mantengono immutati nel tempo.

Ció che fa la differenza é senz’altro la natura e lo spirito delle coreografie presentate dalle due compagnie : infatti Balanchine col suo stile geometrico e squadrato si pone come coreografo centrale dei quattro programmi presentati all’Opéra.

Il merito di Balanchine sta proprio nell’aver donato e ridato purezza ai movimenti dello stile classico utilizzando una tecnica perfetta che si avvale di equilibri rigorosi, linee ingegneristiche, cancellando qualsiasi tentativo di depassare limiti ben squadrati.

Il rapporto con la musica é altrettanto sentito in maniera molto forte : Mozart (Divertimento n.15), Tchaikosvki (Suite n.3, Serenade), Strawinski (Duo concertant, Symphonie en trois mouvements) e Webern (Episodes) ispirano Balanchine per ricreare con i corpi dei danzatori un disegno musicale che prende corpo e acquista la sua propria fisicità attraverso le coreografie danzate da una compagnia che non ha mai mostrato punti di debolezza e si é rivelata uniforme dal punto di vista della preparazione artistica e interpretativa.

Infatti non si puó parlare o designare come normalmente accade in altre compagnie di vere e proprie étoiles. La compagnia del New York City Ballet é composta da grandi individualità che si integrano benissimo insieme non lasciando spazio a punti deboli. Come non poter citare a tal senso il balletto creato sulla suite n.3 di Tchaikovski, un vero capolavoro contraddistinto da una prima parte corale che richiama la danza di Isadora Duncan e rompe completamente senza contraddirlo con il classicismo puro di Balanchine. Il ricorso ad una danza più fluida, senza punte é pur sempre un esempio di classicismo se ballata con la giusta preparazione e interpretazione.

Gli altri coreografi che hanno affiancato Balanchine in questa tournée parigina sono stati Robbins, Wheeldom e Martins che oggi rappresentano la continuità del lavoro di Balanchine.

Interessante per il rapporto tra i danzatori, le luci e i musicisti sulla scena si rivela Hallelujah Junction di Martins. Il loro linguaggio diviene meno rigido, le coreografie appaiono meno astratte e per ritornare sul tema della musicalità, un esemplare é Dances at Gathering di Jerome Robbins in cui i danzatori assecondano la musica di Chopin come si trovassero in riva ad un fiume e seguissero il suo corso.

Nel segno di una certa continuità l’Opéra di Parigi proporrà come secondo appuntamento della stagione a partire dal 20 settembre lo spettacolo Omaggio a Jerome Robbins.

Parigi, Opéra Bastille, 16 settembre 2008

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