Raymonda

Una produzione suntuosa chiude la stagione 2010-2011 del Teatro alla Scala. Si tratta di Raymonda, nella versione originale di Marius Petipa, ripresa grazie all’importante lavoro di studio e di ricostruzione di Sergej Vikharev (curatore della ricostruzione coreografica e della messa in scena) e Pavel Gershenzon (ricerche storiche d’archivio e coordinamento), che si sono basati sulle notazioni coreografiche, sui bozzetti e i documenti originali del 1898.

Questo balletto non puó che affascinare il pubblico grazie alla sua struttura ricca di pas des deux, danze di carattere, folkloristiche e variazioni brillanti. Di certo gli amanti dell’arte coreutica non possono esserne delusi, si danza ininterrotamente dall’inizio alla fine, per più di tre ore di spettacolo.

Una produzione maestosa si diceva. Infatti, oltre alla presenza delle stelle Olesia Novikova (prima solista del Balletto del Teatro Mariinskij-Kirov) e Friedemann Vogel (primo ballerino dello Stuttgarter Ballet), dei primi ballerini Marta Romagna e Mick Zeni, é stato coinvolto tutto il Corpo di Ballo e una settantina degli allievi della Scuola dell’Accademia del Teatro alla Scala.

L’originalità di Raymonda rispetto agli altri grandi balletti che lo avevano preceduto é data dal fatto che permette di andare al di là della semplice narrazione della vicenda amorosa di Raymonda, giovane che vive in un castello medievale in Provenza e che aspetta il ritorno del suo amato Jeanne mentre il saraceno Abderadame (protagonista del sogno) cerca di sedurla. L’ambiente provenzale fa da sfondo alla vicenda d’amore che non cade mai in toni tragici – a differenza di altri balletti dell’epoca, nemmeno quando Raymonda é sedotta dal saraceno Aderahman, interpretato da Andrea Volpintesta.

Il balletto offre momenti di danza impeccabile, scene e costumi suntuosi ( per questa produzione sono stati impiegati oltre 500 costumi) e anche la musica di Glazounov che prese il posto di Cajkosvky dopo la sua morte al Teatro Marinski, valorizza lo spirito e l’atmosfera del balletto con i suoi valses, pas d’action, danze saracene, spagnole, ungheresi, mazurke.

E’anche il trionfo della ballerina classica dato che ben sei variazioni le sono dedicate, tutte differenti per disegno, tecnica e stato d’animo. Marta Romagna le esegue alla perfezione ma si tratta di un crescendo delle sue performances, dato che soprattutto nel secondo e terzo atto la si vede molto più sicura e incarnare il suo ruolo con maggiore disinvoltezza. Personalità e delicatezza caratterizzano la giovane fanciulla.

Non si possono fare menzioni particolari per tutti gli altri protagonisiti dato che veramente tutto il Corpo di Ballo ha dato vita a una serata spumeggiante. Quindi elogi per tutti, e soprattutto grande riconsocimento al lavoro di scenografi, maîtres de ballets e di tutti coloro che hanno saputo realizzare una simile produzione.

Il successo é stato unanime e per coloro che vogliono avere un assaggio di questo balletto é disponibile una clip collegandosi su:

http://www.teatroallascala.org/it/stagione/opera-balletto/2010-2011/raymonda_cnt_18449.html

Il Teatro alla Scala ripresenterà Raymonda nella stagione di Balletto prossima.

Milano, Teatro alla Scala 15 Ottobre 2011

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